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ENTRA IN PLANET
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se ... Se sei più interessato al paesaggio ed ai luoghi attraversati che al peso dell'ultimo componente in carbonio o titanio; Se pedali libero da cardiofrequenzimetri, contapedalate e altimetri; Se cavalchi una XXXX da Kg. 7,00 senza spandere cacca; Se preferisci il panino col formaggio all'ultima fantaenergetica barretta; Se non ti fai ritoccare le orecchie per assomigliare a Pantani; Se almeno un volta nella vita, hai pedalato in ciabatte; Se gli amici con cui pedali sono per te più importanti di una gloriosa volata, ... allora puoi considerarti uno di noi. |
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A volte ... sembra strano ... ma C'era un piccolo e giovane passerotto che non sapeva ancora volare e ... sfortunatamente un giorno cadde dal suo comodo e caldo nido, spaventato e infreddolito iniziò a lamentarsi in cerca di aiuto... " Ciiiip...Ciiiiiiiip e Ciiiiiiiiiip". Udendo il richiamo si avvicina al passerotto una grande mucca ... che dopo aver osservato il piccolo volatile si gira e alzando la coda lascia cadere una montagna di cacca calda calda sopra di lui. Questi a fatica riesce ad emergere dalla cacca tira fuori la testa e non contento ricomincia ... " Ciiiip...Ciiiiiiiip e Ciiiiiiiiiip". Attirato dal forte richiamo si avvicina un coyote che raccoglie quel piccolo uccellino lo libera e ripulisce per benino dalla cacca e ... ne fa un sol boccone! ... la favoletta finisce qui e ... se sei bravo ... a trovare da solo il messaggio racchiuso in essa allora capirai .... |
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L'Obiettivo... sempre nel mirino...
Mentre seduta sugli spalti aspetto l'inizio della partita per dare il mio personale apporto alla squadra del cuore, osservo incuriosita il riempirsi del palazzetto. Gente che arriva 1 ora prima dell'inizio per assicurarsi i posti migliori, gente che rinuncia alla passeggiata domenicale, gente che arriva a volte da molto lontano ma il fine comune è quello di dare il massimo sostegno alla squadra ... alla sua squadra. Mi viene spontanea una domanda: Che cos'è che fa muovere tutta questa gente? ... Cos'è che spinge tanti tifosi ad abbonarsi mesi prima dell'inizio del campionato per non perdere nemmeno una partita? Cosa spinge e da la forza a tutti quei giovani ultrà che invece di seguire le azioni in campo dei propri idoli intonano cori, suonano tamburi ed incitano il pubblico a sostenere la squadra a ritmo di: "I ragazzi han bisogno di noi, i ragazzi han bisogno di noi". Forse lo so! Anzi ne sono certa è la "PASSIONE". E' questa la spiegazione: il tifare per una squadra ma non una squadra qualsiasi la TUA SQUADRA, il sentirsi parte integrante di quel gruppo, il poter esultare insieme a tanti altri che hanno la tua stessa passione ed in egual modo il dover condividere con altri una sconfitta. Il collegamento mi è venuto spontaneo con la nostra piccola, modesta realtà ciclistica. Far parte di un gruppo deve essere motivo di orgoglio, di passione, di coinvolgimento, di gioia e qualche volta anche di dolore. La domenica si esce tutti insieme, sei in mezzo ad altre divise, ma lo spirito è lo stesso e ti viene spontaneo difendere i colori della tua squadra. Per la tua squadra cerchi sponsors, che non finiremo mai di ringraziare, cerchi nuove idee, organizzi gite, prepari uscite e quant'altro possa permettere a te e agli altri di essere in qualche modo artefice e promotore del successo della tua squadra.
Credo che a prescindere
dal colore della maglia lo sport dovrebbe fungere da motore di aggregazione
e se si perde di vista questo principale obiettivo forse è il caso di
mettersi un attimo seduti a riflettere perchè c'è qualcosa che non và!
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... rispetto, sudore, sofferenza, agonismo leale, umiltà e passione! Vivere in modo sereno l'agonismo, rispettare gli avversari, mai esasperare i toni della sfida, saper comprendere uomini e situazioni questi gli insegnamenti che Alfredo Binda consegna al mondo di oggi , allo sport del nostro secolo. Principi e comportamenti sempre piu' rari. Gino Bartali, Ginettaccio popolare ... Lottatore, contro tutto e contro tutti aveva una volontà di ferro. La sua forza, la sua capacità di far fronte ad ogni sofferenza ed insulto fisico, gli avevano valso il soprannome di "uomo di ferro". Per la sua fede religiosa fu chiamato anche "Gino il pio". Nel suo sport era serio e molto professionale. Allenamenti scrupolosi, vita da corridore, niente strappi. Ha vissuto così, nel rispetto delle regole del buon atleta, fuggendo anche quella farmacia e quella chimica che già da allora cominciava ad affacciarsi nel mondo delle due ruote. |